Mercoledì 23 settembre per la prima volta nel nostro agriturismo l’irriverente show degli inglesi Tuppenny Bunters.

Ingresso sempre libero

Inizio live ore 22.00

Info e prenotazione cena 059.741025

I Tuppenny Bunters sono un duo inglese formato nel 2012 da Dave e Fi Dulake nel 2012 , nello stesso anno in cui si sono sposati.

Fi suonava l’Hammond della precedente formazione di Dave, The Virgo Intacta, che partecipò al tour Satan dei The White Stripes come gruppo di supporto.

Il duo nasce con l’idea di catturare il suono che aveva Fi in testa: un muro di pianoforte, intriso di garage e rock, fatto di melodie e continui cambi di accordi.

Il loro primo album, A Tuppenny Upright, è stato registrato dal vivo su una Studer, nella cantina di un pub, e pubblicato dalla loro stessa etichetta, la Dansettual.

Il risultato è sorprendentemente efficace.

A tratti, il pianoforte — un Blüthner verticale — sembra voler trascinare l’ascoltatore in un abbraccio fino a soffocarlo; altre volte dà l’impressione di respingerlo con la stessa noncuranza con cui si scaccia una mosca.

La batteria è accordata molto alta e suona sporca, distorta, quasi marcia.

Se fossero un po’ più intelligenti, o se avessero la pazienza di esserlo, probabilmente sarebbero una band prog.

Se fossero più cool, o se entrambi si vestissero come Fi, sarebbero psichedelici.

E se non sentissero continuamente il bisogno di esplodere in una nuova canzone, il loro puro nervosismo sonoro li renderebbe una perfetta garage band.

Il songwriting dei Bunters si muove in equilibrio precario tra Pete Ham, Syd Barrett e Lionel Bart, mentre le loro performance dal vivo sembrano appese a una ragnatela tessuta con i fili di X-Ray Spex, The White Stripes, Wings e, beh, Sparks, immagino. In questo senso, non si è mai del tutto sicuri di chi guardare.

Il secondo album dei Tuppenny Bunters, The Tuppenny Hangover, è stato registrato ai Gizzard Studios e pubblicato nel marzo 2022 dalla Dansettual.

I Bunters continuano così a sconcertare, irritare e incantare il pubblico ovunque vadano.

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